FARMACI ANTIDEPRESSIVI

I farmaci antidepressivi attualmente in uso nella pratica clinica possono essere suddivisi nelle seguenti classi:

  • triciclici
  • inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina
  • inibitori selettivi della ricaptazione della noradrenalina
  • inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina e della noradrenaliana
  • altri farmaci con meccanismo misto serotoninergico e noradrenergico
  • farmaci dopaminergici.

La prima regola da seguire nell'impostazione di un trattamento antidepressivo è quella di prescrivere il farmaco al quale il paziente ha mostrato in passato una buona risposta terapeutica. Si tratta quindi di raccogliere un'accurata storia psicofarmacologica con le informazioni sui farmaci assunti in passato, loro dosaggio e tempo di assunzione, eventuali effetti collaterali e tempi di risposta. Ciò per identificare le molecole efficaci e quelle che non hanno avuto alcun effetto.
Per i pazienti al primo episodio di malattia o che giungono all'osservazione medica per la prima volta, si può a volte ricorrere alla storia clinica di familiari affetti e prescrivere un farmaco la cui attività sia sovrapponibile a quella della molecola dimostratasi efficace nel parente ammalato.
Un altro aspetto da tenere presente e che deve entrare nella scelta del farmaco è costituito dall'eventuale presenza di patologie concomitanti. L'esistenza di problemi a carico del sistema cardiocircolatorio, di glaucoma ad angolo chiuso o di ipertrofia prostatica controindicano l'uso dei triciclici, a meno di non effettuare la terapia sotto controllo medico quotidiano ed in regime di ospedalizzazione. La presenza di ulcera peptica o una storia di gastriti ricorrenti sconsiglia l'uso degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, benché in diversi casi la terapia con questi farmaci possa essere attuata senza problemi ricorrendo ad un'adeguata protezione gastrica.
Di fronte ad una depressione caratterizzata da un'importante componente ansiosa è preferibile scegliere un farmaco dotato di attività sedativa .
Una volta selezionato il farmaco antidepressivo, questo andrà somministrato inizialmente a basso dosaggio per due o tre giorni, quindi progressivamente portato al dosaggio minimo efficace o, se esistono informazioni adeguate, al dosaggio terapeutico per quel singolo paziente. Questa modalità consente di ridurre al minimo gli effetti collaterali, che altrimenti potrebbero causare la sospensione del trattamento.
La terapia va mantenuta a dosaggio pieno, anche dopo la scomparsa dei sintomi, per almeno altre quattro settimane. Nel caso di pazienti con disturbo bipolare, al termine dell'episodio si dovrà fare molta attenzione al rischio di viraggio verso la fase maniacale, che il trattamento con antidepressivi può indurre. La sospensione precoce della terapia può causare la ricomparsa della sintomatologia depressiva.
La sospensione del trattamento non richiede particolari cautele. È comunque buona norma procedere ad una riduzione progressiva del dosaggio. Nei pazienti che hanno avuto più episodi depressivi, è opportuno valutare attentamente la possibilità di un trattamento preventivo a lungo termine.

ATTENZIONE!!! LE INFORMAZIONI QUI RIPORTATE HANNO CARATTERE PURAMENTE DIVULGATIVO E ORIENTATIVO;
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