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DISTURBI DELL'UMORE:

Depressione Maggiore
Disturbo Bipolare

DEPRESSIONE MAGGIORE

Introduzione

Il termine 'depressione' viene spesso usato per descrivere uno stato d'animo che tutti possono provare. È normale sentirsi tristi o 'depressi' di quando in quando, ma generalmente questi sentimenti tendono a passare velocemente. Al contrario, coloro a cui è stata diagnosticata una 'depressione maggiore' soffrono di una grave malattia che influisce non solo sull'umore, ma anche su alcune delle normali funzioni fisiche. La depressione può modificare le abitudini alimentari, i ritmi di sonno-veglia e la percezione che si ha di se stessi. Non si tratta di un umore solo transitorio, e le persone che soffrono di depressione non possono essere rimproverate per come si sentono.

Le persone depresse si sentono spesso tristi, indifese, inutili ed irritabili. Chi soffre di depressione clinica non riesce a superare questi stati d'animo, che sono del tutto normali se si verificano occasionalmente. La persistenza e l'intensità delle emozioni provate distingue la depressione, come malattia mentale, dalle normali variazioni di umore. A differenza delle normali esperienze emotive di tristezza, di perdita o di umori passeggeri, la depressione clinica persiste nel tempo e può interferire significativamente con la capacità di funzionamento dell'individuo. La depressione può essere devastante su tutti gli aspetti della vita quotidiana, comprese le relazioni familiari, le amicizie e la capacità di lavorare o di andare a scuola.

Una diagnosi di depressione (che il medico puó definire anche 'depressione clinica') indica che i sintomi accusati dal paziente sono talmente gravi da richiedere un trattamento. I medici riconoscono vari tipi di depressione clinica, che differiscono tra di loro in modo importante. Tra questi ci sono: la depressione maggiore, la distimia, la depressione doppia, il disturbo bipolare e il disturbo affettivo stagionale (SAD).

La depressione è uno dei maggiori problemi di salute nel mondo, ed è molto onerosa per i servizi sanitari e sociali. In un anno quasi un adulto su dieci manifesta sintomi di depressione, patologia che rappresenta la principale singola causa dell'incapacità di affrontare i problemi. Le percentuali più elevate di malattia si rilevano in soggetti di età compresa tra i 20 e i 45. Inoltre, l'incidenza di depressione clinica nelle donne (circa 12%) è quasi doppia che negli uomini (circa 7%). Una donna su quattro corre il rischio di essere colpita da depressione grave, però solo un quinto di quelle che si ammalano riceve un trattamento adeguato. Le donne possono anche più facilmente presentare, insieme alla depressione, altri sintomi come ansia, disturbi del sonno, attacchi di panico e disturbi dell'alimentazione.

Le malattie depressive generalmente compaiono nell'adolescenza o nei primi anni dell'età adulta, ma molto spesso rimangono non riconosciute per anni. Ciò è dovuto in parte al fatto che si tende a non considerare la depressione come una vera malattia. Per questo motivo le persone che soffrono di depressione possono non rendersi conto di avere una malattia curabile, o anche rinunciare a chiedere assistenza medica per un senso di vergogna (al pensiero di venire rimproverati per i propri sintomi). Di conseguenza, molte persone soffrono per anni senza ricevere una diagnosi o una cura appropriata. Tutto ciò è deplorevole perché la depressione è una delle malattie mentali più curabili. Infatti l'80-90% delle persone depresse risponde al trattamento, e quasi tutte quelle che ricevono un trattamento ottengono un qualche grado di miglioramento dei sintomi. Gli psichiatri concordano sul fatto che i pazienti gravemente depressi ottengono i benefici maggiori con la combinazione di farmaci e psicoterapia. Senza un trattamento i sintomi di depressione durano per settimane, mesi o anni. In coloro che hanno un episodio di depressione aumenta molto il rischio di avere un altro episodio.

La depressione è una malattia che affligge le persone per molti anni e richiede tempi di trattamento lunghi. Alcuni pazienti sembrano essere guariti e poi hanno una ricaduta, ma è importante sapere che il trattamento puó prevenirla. Ciò significa che possono sentirsi bene, ma devono proseguire il trattamento per prevenire la ricomparsa dei sintomi.

Nelle persone anziane spesso la depressione non viene diagnosticata o non viene trattata adeguatamente. Quando si invecchia i segni della depressione vengono facilmente considerati come manifestazioni di eccentricità o di "brutto carattere". Può anche essere difficile riconoscere la depressione negli anziani, poiché la confusione mentale o i problemi di attenzione, causati dalla depressione, a volte possono somigliare alla malattia di Alzheimer o ad altri disturbi mentali. Le modificazioni dell'umore e i sintomi di depressione possono essere causati anche da farmaci che gli anziani assumono per l'ipertensione o le malattie cardiache.

I sintomi e la diagnosi

Le persone depresse spesso manifestano numerosi sintomi tra quelli elencati qui sotto (non tutti i malati presentano tutti i sintomi e la gravità dei singoli sintomi varia da persona a persona). Se i sintomi descritti persistono per due o più settimane, è consigliabile consultare un medico.

  • Umore depresso
  • Sentimento di inutilità o disperazione
  • Sentimenti di colpa inappropriati
  • Pensieri ricorrenti di morte o suicidio
  • Perdita di interesse o di piacere per le attività preferite
  • Difficoltà a pensare, concentrarsi o prendere decisioni
  • Agitazione
  • Perdita di energia, senso di affaticamento e rallentamento delle funzioni fisiche
  • Alterazioni dell'appetito, calo o aumento di peso significativi
  • Alterazioni del sonno (sonno disturbato, insonnia, tendenza a svegliarsi presto la mattina, sonno prolungato)
  • Sintomi fisici quali mal di testa o di stomaco

I medici formulano una diagnosi di depressione maggiore se il soggetto manifesta almeno cinque di questi sintomi e se il normale funzionamento quotidiano risulta alterato per la maggior parte del tempo in un periodo di due settimane.

Alcune persone possono avere una diagnosi di una forma più leggera di depressione chiamata distimia (o disturbo distimico). La diagnosi di distimia viene posta quando la persona ha umore depresso da almeno 2 anni e presenta almeno due dei sintomi descritti in precedenza. Molte persone distimiche possono avere anche episodi depressivi maggiori. La depressione maggiore e la distimia rappresentano le principali forme di depressione, ma ne esistono molti altri tipi.

Spesso malattie fisiche e depressione si presentano insieme. In alcuni casi i sintomi fisici (mal di testa, mal di stomaco o nausea, dolori persistenti alla schiena o al collo, problemi respiratori) per i quali i medici non riescono ad individuare una causa fisica, possono indicare la presenza di una sottostante depressione. Naturalmente, può essere vero anche il contrario. La depressione può nascondere altre malattie, che a volte non vengono individuate e di conseguenza non vengono curate. Problemi di sonno ingiustificati, tremore alle mani, vertigini, problemi di digestione e mal di testa sono i segnali più comuni che qualcosa non va.

La depressione è la malattia che causa il maggior numero di suicidi. In molti paesi il suicidio è una delle cause di morte più comuni, in particolare è la causa principale tra gli adolescenti e i giovani. Il problema del suicidio nelle persone depresse sembra essere in diretto rapporto con la mancanza o l'inadeguatezza del trattamento. Una delle migliori strategie per ridurre il tasso di suicidi è quella di individuare e curare precocemente la depressione.

Le cause

Non esiste una singola causa di depressione: sono molti i fattori che possono contribuire. In alcune persone la depressione si sviluppa a causa di più fattori concomitanti, mentre per altre può esserne sufficiente uno solo. Spesso la depressione colpisce persone che prima stavano bene, ma che si trovano a dover affrontare problemi quali la morte o la malattia improvvisa di una persona cara. In altri casi invece, la depressione si sviluppa senza un'apparente causa immediata. Indipendentemente dai fattori coinvolti, la depressione deve essere diagnosticata e curata. È importante ricordare che la depressione clinica può colpire chiunque a qualsiasi età.

Sebbene i meccanismi che scatenano la depressione non siano ancora completamente chiariti, non sembra che lo stress possa essere in grado di causare un episodio depressivo negli individui vulnerabili. L'eccessivo stress può derivare da una grave perdita (soprattutto la morte di un familiare stretto o di un amico), da una malattia cronica, da problemi sentimentali, da difficoltà finanziarie o da qualunque cambiamento spiacevole nella vita dell'individuo. Il divorzio può portare a un episodio depressivo, specialmente quando sono coinvolti bambini e battaglie legali per il loro affidamento. Alcuni eventi traumatici, come lo stupro o altre forme di abuso sessuale, interessano più frequentemente le donne e possono quindi contribuire ad aumentare l'incidenza della depressione tra le donne.

È interessante notare che anche le esperienze positive, e non solo quelle negative, possono a volte scatenare la depressione. In altre parole, la depressione può essere indotta dall'ansia causata da un importante cambiamento nella vita, anche se questo cambiamento è di per sé positivo.

La depressione può avere caratteristiche di familiarità. La sua incidenza (e quella di altre malattie mentali) è più alta nelle famiglie di persone depresse rispetto alla popolazione generale. Ciò significa che le persone con una storia familiare di depressione hanno un rischio maggiore di sviluppare la malattia (anche se questa può colpire persone che non hanno familiari depressi). Le evidenze più chiare derivano dagli studi condotti sui gemelli, che hanno indagato se la depressione colpisse un solo gemello o entrambi. In circa il 40% delle coppie di gemelli identici (omozigoti) la depressione aveva colpito entrambi i gemelli, contro solo il 17% delle coppie di eterozigoti. La differenza sembra derivare dal fatto che i gemelli identici hanno la stessa predisposizione genetica. È probabile che la vulnerabilità alla depressione sia il risultato dell'influenza di numerosi geni, che interagiscono con fattori quali lo stress e altre esperienze.

Le tecniche strumentali utilizzate dai medici per ottenere immagini del cervello di persone vive rivelano che nei malati le aree del cervello che controllano l'umore, il pensiero, il sonno, l'appetito e il comportamento non funzionano correttamente, e che l'attività di alcune importanti sostanze chimiche del cervello (i neurotrasmettitori) è alterata. Le persone depresse sembrano avere una quantità di neurotrasmettitori ridotta oppure aumentata rispetto al normale. Queste variazioni possono causare, o quantomeno contribuire, all'insorgere della depressione clinica.

Nelle donne le variazioni dei livelli di ormoni come estrogeni e progesterone sembrano avere effetti importanti sull'umore. Queste variazioni avvengono durante numerose situazioni associate alla depressione, quali il ciclo mestruale e il periodo che segue il parto (la depressione post-partum è un fatto noto). Questo umore depresso dopo il parto è considerato relativamente normale, e di solito si risolve rapidamente, senza bisogno di alcun trattamento. Tuttavia, se lo stato depressivo si protrae nel tempo e diventa più grave, è utile ricorrere al consiglio di un medico. Occorre tuttavia ricordare che l'uso di antidepressivi durante l'allattamento deve essere prescritto dal medico. Le donne che hanno già avuto episodi depressivi sono a maggiore rischio di depressione post-partum. Anche l'uso della pillola anticoncezionale, che altera i livelli ormonali, può essere causa di depressione.

Talvolta la depressione si sviluppa durante l'uso di certi farmaci da prescrizione o nel corso di altre malattie. Alcuni farmaci utilizzati per la cura dell'artrite, delle malattie cardiache, dell'ipertensione e dei tumori possono causare depressione come effetto collaterale, che non sempre si manifesta immediatamente. Il consumo di sostanze alcoliche può essere considerato sia una causa sia un sintomo della depressione. L'alcol possiede un effetto depressivo, specialmente se assunto insieme ad alcuni farmaci. Anche le sostanze stupefacenti, come la cocaina, sono state associate alla depressione.

I pazienti che soffrono di alcune malattie (come malattia di Parkinson, stroke e disturbi ormonali) spesso sembrano sviluppare sintomi di depressione. Anche altri problemi clinici, come le malattie della tiroide, possono provocare depressione: per questo motivo è necessario effettuare una visita completa prima che una diagnosi di depressione possa essere confermata. La depressione può essere anche influenzata da fattori nutrizionali, come bassi livelli di vitamina B12, anemia da carenza di ferro, derivanti da cattiva alimentazione o problemi mestruali.

Le persone che soffrono di disturbi affettivi stagionali (SAD) tendono a deprimersi con l'avvicinarsi dell'inverno, quando le ore di luce del giorno diminuiscono. È possibile che la riduzione della quantità di luce influenzi l'equilibrio di alcune sostanze chimiche presenti nel cervello, provocando sintomi di depressione.

La depressione può essere curata con successo, ma i diversi trattamenti sembrano avere effetti variabili a seconda delle persone. Ad esempio, un farmaco può risultare efficace e ben tollerato da alcuni, ma non da altri. I gruppi di supporto possono aiutare alcuni malati ad affrontare i cambiamenti della vita che richiedono nuove capacità personali o assistenza sociale. Sono utili anche vari tipi di terapie psicologiche. La scelta della cura più adeguata è del tutto individuale e dipende non solo dalla gravità della depressione, ma anche dalla preferenze dei soggetti coinvolti e dei loro medici.  

LA TERAPIA

Farmaci antidepressivi

Per i malati così gravemente depressi da non poter più "funzionare" o per quelli che sono a rischio di suicidio i farmaci antidepressivi possono essere letteralmente dei salvavita. È importante che il medico spieghi chiaramente i dosaggi corretti di farmaco, i suoi possibili effetti collaterali e le interazioni con altri farmaci.

Gli antidepressivi possono migliorare l'umore, il sonno, l'appetito e la concentrazione. Tuttavia, con alcuni farmaci i segni di un reale miglioramento sono visibili solo dopo 6-12 settimane. Anche dopo la scomparsa dei sintomi, è necessario continuare a prendere i farmaci per sei o più mesi, per prevenire la ricomparsa dei sintomi. Generalmente gli antidepressivi devono essere assunti per molti mesi. In alcuni casi, però, il paziente e il medico possono ravvisare la necessità di una terapia più lunga. Per le persone che hanno sofferto di numerosi episodi depressivi, è consigliabile optare per una terapia prolungata nel tempo, se necessario anche per tutta la vita.

Esistono numerosi tipi di farmaci antidepressivi. Tutti agiscono modificando le azioni di alcune importanti sostanze chimiche (neurotrasmettitori) presenti nelle cellule nervose (neuroni), che le cellule stesse utilizzano per comunicare tra di loro. Tra i neurotrasmettitori più conosciuti e più importanti ai fini della cura della depressione ci sono la serotonina e la noradrenalina. 

DISTURBO BIPOLARE  

Introduzione

Il disturbo bipolare (o sindrome maniaco-depressiva) è un disturbo dell'umore, i cui sintomi sono rappresentati da alternanze o sbalzi di umore. La depressione maggiore è un disturbo più diffuso, caratterizzato principalmente da sintomi di umore "depresso". Il disturbo bipolare è invece caratterizzato da gravi episodi maniacali e depressivi. L'umore della persona affetta da questo tipo di disturbo oscilla da uno stato di umore eccessivamente "elevato" e irritabile, a uno di tristezza e senso di inutilità, per iniziare nuovamente uno stato di eccitabilità seguito ancora da uno di tristezza, con intervalli intermedi di umore normale. A differenza degli stati normali di felicità e di tristezza, i sintomi della sindrome maniaco-depressiva possono essere gravi e avere serie conseguenze, persino sulla sicurezza dell'individuo. Tuttavia, poiché molti artisti, musicisti e scrittori hanno sofferto di disturbo bipolare, l'effetto di questa malattia è stato a volte banalizzato e considerato addirittura vantaggioso nei confronti della creatività artistica. Invece, per coloro che ne soffrono, si tratta di una sindrome estremamente angosciante e dolorosa.

Il disturbo bipolare è il terzo tipo di disturbo dell'umore in ordine di frequenza, dopo la depressione maggiore e il disturbo distimico. Questo disturbo si manifesta in circa l'1% degli adulti, generalmente durante l'adolescenza o nei primi anni della maturità con varie ricadute negli anni successivi, e colpisce indifferentemente uomini e donne. Le conseguenze di questo disturbo possono essere devastanti e possono causare la separazione coniugale, la perdita del lavoro, nonché l'abuso di sostanze alcoliche o di sostanze stupefacenti. Il disturbo bipolare è spesso complicato dall'abuso di alcool o di sostanze stupefacenti. Se non adeguatamente trattato, il disturbo bipolare può portare al suicidio nel 20% dei casi.

Sono disponibili trattamenti efficaci che riducono significativamente il disagio provocato dal disturbo bipolare e ne prevengono le complicazioni devastanti. Tuttavia, i pazienti, i familiari, gli amici e perfino i medici non sono sempre in grado di riconoscere i sintomi della malattia. Di conseguenza, le persone affette da disturbo bipolare possono soffrire inutilmente per anni o perfino per decenni se non vengono trattate adeguatamente. Inoltre, molti pazienti non rispondono ad almeno un farmaco, altri addirittura non rispondono a svariati farmaci. Ciò significa che spesso è necessario ricorrere ad associazioni terapeutiche in quanto la combinazione di diversi farmaci con diversi meccanismi di azione può rivelarsi più efficace, senza aumentare il rischio di effetti collaterali. Il litio continua a essere il farmaco più usato nella cura dei disturbi maniacali, anche se è molto diffuso l'uso di farmaci anticonvulsivanti, che agiscono stabilizzando l'umore.

Sintomi e diagnosi

Il disturbo bipolare è caratterizzato da cicli di mania e di depressione. Questi due stati di umore possono essere ritenuti le estremità opposte di un'ampia gamma. A un'estremità si trova la depressione grave, poi la depressione moderata, i disturbi dell'umore lievi e di breve durata (definiti da molti "esaurimento nervoso"), l'umore normale, l'ipomania (lieve stato maniacale) e, all'estremità opposta, la mania.

Se non vengono trattate, alcune persone affette da disturbo bipolare sono soggette a episodi depressivi ripetuti e solo occasionalmente a un episodio di ipomania (disturbo bipolare di tipo II). All'estremo opposto il problema principale può essere la mania, e la depressione verificarsi raramente.

È importante individuare i vari stati dell'umore in modo che la persona affetta da sindrome maniaco-depressiva possa essere adeguatamente curata e le conseguenze dannose della malattia (distruzione delle relazioni personali, perdita del posto di lavoro e suicidio) possano essere evitate.

I segni e i sintomi della Mania comprendono periodi caratterizzati da:

  • Stati di "eccitazione" o di euforia eccessivi
  • Maggiore energia, iperattività, agitazione psicomotoria, pensieri che si succedono rapidamente e maggiore loquacità
  • Autostima eccessiva
  • Estrema irritabilità e distraibilità
  • Diminuito bisogno di sonno
  • Fiducia eccessiva nelle proprie capacità e abilità
  • Capacità di giudizio ridotta
  • Comportamento insolito per periodi di tempo prolungati
  • Stimoli sessuali aumentati
  • Abuso di sostanze, quali cocaina, alcol e sonniferi
  • Comportamento provocatorio, invadente o aggressivo
  • Negazione del proprio stato patologico

I segni e sintomi della depressione comprendono periodi caratterizzati da:

  • Umore depresso o ansioso persistente
  • Sentimenti di inutilità o di pessimismo
  • Sentimenti inappropriati di autosvalutazione o di colpa
  • Perdita di interesse o piacere per tutte le attività ordinarie, compresa l'attività sessuale
  • Affaticabilità o mancanza di energia
  • Ridotta capacità di pensare o di concentrarsi, di ricordare o di prendere decisioni
  • Agitazione psicomotoria o irritabilità
  • Insonnia o ipersonnia
  • Perdita di appetito e di peso, o aumento di peso
  • Senso di malattia
  • Ricorrenti pensieri di morte e di suicidio; tentativi di suicidio

Uno dei sintomi iniziali della sindrome maniaco-depressiva può essere rappresentato dall'ipomania, in cui la persona presenta alti livelli di energia, umore eccessivamente elevato o irritabile e comportamenti impulsivi o sconsiderati. L'ipomania può sembrare uno stato ideale per la persona che ne è affetta, per cui anche quando i familiari e gli amici imparano a riconoscere i suoi sbalzi d'umore, il paziente continuerà a negare il proprio stato patologico. Nelle fasi iniziali, il disturbo bipolare può risultare solo un problema, piuttosto che un disturbo mentale vero e proprio. Ad esempio, si può presentare inizialmente come un disturbo da abuso di sostanze, oppure come uno stato derivato da uno scarso rendimento scolastico o lavorativo. Se non trattato, il disturbo bipolare tende a peggiorare al punto che la persona manifesta episodi maniacali gravi e depressione clinica.

La depressione grave o l'episodio maniacale possono essere accompagnati da periodi caratterizzati da manifestazioni psicotiche. I sintomi psicotici comprendono: allucinazioni (uditive, visive o comunque legate alla sensazione di oggetti inesistenti) e deliri (convinzioni false che il soggetto ritiene fondate nonostante le dimostrazioni del contrario).

I sintomi maniacali e depressivi possono presentarsi contemporaneamente (episodio misto). Spesso, questi sintomi comprendono agitazione, disturbi del sonno, variazioni dell'appetito, manifestazioni psicotiche, ideazione suicidaria. L'umore depresso si accompagna all'attivazione maniacale.

I sintomi (mania, depressione o stato misto) sono generalmente limitati a episodi specifici della malattia. Questi episodi sono intervallati da periodi durante i quali la persona manifesta pochi sintomi o nessuno. Alcuni episodi possono protrarsi fino a un anno, mentre altri durano solo alcune ore, a seconda dei pazienti. Con il trascorrere del tempo, gli episodi tendono a diventare più frequenti. Quando si verificano quattro o più episodi nell'arco di 12 mesi, è possibile fare diagnosi di disturbo bipolare a cicli rapidi. Nella maggior parte dei casi si manifestano circa 8-10 episodi nell'arco della vita, ma per alcuni pazienti il numero è maggiore. Nel disturbo bipolare a cicli rapidi si possono verificare 4 o più episodi all'anno.

Cause del disturbo bipolare

Il disturbo bipolare tende a essere familiare e si ritiene che si trasmetta per via ereditaria. Oltre due terzi delle persone affette da sindrome maniaco-depressiva hanno almeno un parente stretto affetto da questo stesso disturbo o da depressione maggiore. Ciò suggerisce che i fattori genetici siano importanti, ed è probabile che la suscettibilità nei confronti del disturbo sia correlata a diversi geni. Tuttavia, i geni specifici responsabili del disturbo non sono ancora stati individuati con certezza. La loro individuazione dovrebbe permettere di migliorare i trattamenti e le strategie di prevenzione, in modo da agire direttamente sui meccanismi di base che lo determinano.

Sensibilizzazione

E' possibile che lo sviluppo del disturbo bipolare sia dovuto a un processo di "sensibilizzazione". Questa ipotesi fa supporre che i primi episodi del disturbo vengano scatenati da eventi stressanti, ma che ciascun episodio provochi delle alterazioni cerebrali che rendono più probabile l'episodio successivo, al punto che gli episodi finiscono per verificarsi spontaneamente. Questo processo è stato inizialmente descritto per spiegare l'epilessia, e potrebbe far comprendere anche i motivi per cui alcuni farmaci anticonvulsivanti siano efficaci anche nel trattamento del disturbo bipolare.

Trattamento

La maggior parte dei soggetti affetti da disturbo bipolare può trarre vantaggio dal trattamento. Quasi tutti (anche i soggetti con forme più gravi) possono ottenere la stabilizzazione delle oscillazioni dell'umore. Poiché la sindrome maniaco-depressiva è generalmente un disturbo cronico e i sintomi sono spesso recidivanti, è consigliabile un trattamento preventivo a lungo termine.

Il trattamento del disturbo bipolare è centrato principalmente sulla farmacoterapia, a base di farmaci stabilizzanti dell'umore e antidepressivi ( triciclici o SSRI ), sotto attenta e continuativa supervisione medico-specialistica.
Tra gli stabilizzanti il litio è spesso usato nel trattamento della mania in fase acuta, ma la sua indicazione principale riguarda l'azione di prevenzione delle crisi sia maniacali che depressive. L'acido valproico e la carbamazepina sono ugualmente usati nel trattamento della mania acuta così come nella prevenzione delle ricadute. La carbamazepina e il valproato (anticonvulsivanti che agiscono come stabilizzatori dell'umore) sono farmaci inizialmente sviluppati per l'epilessia, che si sono dimostrati efficaci anche nei confronti del disturbo bipolare, in particolare nei pazienti che non rispondono ad altri trattamenti.

Probabilmente questi farmaci agiscono prevenendo la sensibilizzazione del cervello a fattori stressanti. Si ritiene che questo processo sia importante nel disturbo bipolare, in quanto con il trascorrere del tempo il cervello presenta fenomeni di attività anomala anche in assenza di una stimolazione esterna. Si ritiene che il litio agisca bloccando la fase iniziale di questo processo, e che la carbamazepina e il valproato agiscano nella fase più tardiva.

Antipsicotici o neurolettici , sono usati nel trattamento della mania nella fase acuta e meno nella fase di mantenimento. Altri farmaci come le benzodiazepine sono anche usati nel trattamento acuto della mania.
Gli antidepressivi sono utilizzati nelle fasi depressive della malattia: è importante ricordare sempre che generalmente gli antidepressivi richiedono dalle 2 alle 6 settimane per risultare efficaci. In alcuni casi gli antidepressivi possono indurre un viraggio dalle fase depressiva alla fase maniacale.
Sfortunatamente per alcuni pazienti può essere necessario del tempo prima di trovare la terapia efficace.

Deprivazione totale di sonno:

Le ricerche scientifiche hanno dimostrato che, per avere una maggiore stabilità dell'umore, è necessario associare ad un trattamento farmacologico (che rimane fondamentale), una psicoterapia, meglio se di orientamento cognitivo-comportamentale.

 

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