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Disturbi d' Ansia: 

- Disturbo d'Ansia Generalizzato (GAD) 
- Disturbo da Attacchi di Panico (DAP) 
- Fobie Specifica 
- Fobia Sociale 
- Disturbo Post - Traumatico da Stress (PTSD) 
- Disturbo Ossessivo – Compulsivo (DOC o OCD)

DISTURBI D'ANSIA

Introduzione

Tutti abbiamo avuto a che fare con l'ansia in qualche momento della nostra vita e sappiamo tutti cosa significhi sentirsi ansiosi.

Possiamo definire l'ansia come: “una sensazione di tensione psichica legata all'aspettativa di un evento, investito di significati particolari e vissuto come potenzialmente pericoloso”.

L'ansia e l'inquietudine sono parte integrante della vita. Che si tratti di un lavoro o del risultato di un evento sportivo, la maggior parte delle persone si preoccuperanno almeno un po' dell'evolversi delle situazioni. Non solo l'ansia è un sentimento umano comune, ma una certa dose d'ansia può addirittura essere d'aiuto. L'ansia può determinare esattamente la giusta reazione in una situazione difficile. Può spronare una persona a prepararsi per un esame, a completare un componimento scritto o un quadro, o a pronunciare un discorso, e può dare la giusta ispirazione per presentare un lavoro o una prova di alta qualità. L'ansia ci prepara ad affrontare le difficoltà e le situazioni pericolose, ci sprona ad agire e ci aiuta a superare gli ostacoli. Il nervosismo in previsione di una situazione è normale, ma se soffrite di un disturbo d'ansia, un'ansia esagerata può impedirvi affrontarla. Chi soffre di disturbi d'ansia potrebbe non essere in grado di trovare un metodo per superarla o per ridurre le sensazioni ad essa legate, rischiando che diventi talmente eccessiva da impedire di prendere parte attiva nella vita di tutti i giorni. L'ansia eccessiva è qualcosa di più di una morsa allo stomaco: è una vera malattia, che disgrega la vita delle persone.

I disturbi d'ansia rappresentano un gruppo di disturbi molto comuni, seri ma curabili, che influiscono negativamente sul comportamento, le idee, i sentimenti e le sensazioni fisiche. Essi includono un gruppo di malattie apparentemente molto diverse il cui sintomo principale o più evidente è per tutte l'ansia. I sintomi dell'ansia spaziano da sensazioni di disagio ad episodi di terrore opprimente.

Alcuni disturbi d'ansia conosciuti dai medici sono il disturbo d'ansia generalizzato (GAD), le fobie, il disturbo di panico, il disturbo ossessivo-compulsivo (OCD) e il disturbo post-traumatico da stress (PTSD).

Come molte altre malattie, i disturbi d'ansia hanno spesso un'evidente causa biologica che ricorre frequentemente nelle famiglie. Gli esperti pensano che la maggior parte dei disturbi d'ansia siano causati da una combinazione di fattori ambientali e biologici, così come alcuni disturbi medici quali le malattie cardiache e il diabete.

Fortunatamente, la maggior parte delle persone che soffrono di disturbi d'ansia possono essere aiutate con le giuste cure di un professionista. Non ci sono garanzie e le percentuali di successo variano secondo le circostanze. I periodi di terapia sono variabili: per alcune persone sono sufficienti solo pochi mesi, mentre per altre può esserci bisogno di un anno o più. Generalmente gli psichiatri prescrivono una combinazione di psicoterapia e farmaci.

I disturbi legati all'ansia sono comuni in tutti i paesi e in tutte le culture. Si stima che circa il 16% degli adulti soffra di una qualche forma di disturbo d'ansia. Gli attacchi di panico e l'agorafobia, in particolare, sono associati ad un aumento di tentato suicidio.

DISTURBO D'ANSIA GENERALIZZATO (GAD)

Quando una preoccupazione infondata e persistente diventa la reazione di una persona alla maggior parte delle situazioni, tale persona potrebbe soffrire di disturbo d'ansia generalizzato (GAD). Le persone che soffrono di GAD sono affette da ansia e preoccupazione immotivate ed eccessive verso le circostanze della vita (ad esempio, preoccupazioni su questioni finanziarie anche in assenza di "conti in rosso" o di grossi debiti). I pazienti affetti da GAD si sentono spesso insicuri, sostenendo di avere "i nervi tesi" e a volte di provare "un gran vuoto" a causa della tensione che sentono.

I sintomi psicologici del GAD sono inquietudine cronica ed esagerata, agitazione, tensione e irritabilità, che sembrano non avere alcuna causa, o che sono più intensi del normale in una data situazione. Le persone affette da GAD possono anche soffrire di problemi di concentrazione e di disturbi durante il sonno o la veglia. Oltre a questi sintomi psicologici, si manifestano spesso sintomi a livello fisico come tremori, mal di testa, capogiri, spasmi, tensione muscolare, dolori, disturbi addominali e sudorazione eccessiva.

L'ansia dovuta a una situazione reale, come i problemi finanziari conseguenti alla perdita del lavoro, non è un segno di GAD. La caratteristica essenziale del GAD è una preoccupazione persistente che non è una reazione logica alla situazione, e non è legata a nessun altro disturbo d'ansia. Un'ansia cronica ed eccessiva, relativa a situazioni che difficilmente si presenteranno diventa invece preoccupante. Inoltre, l'ansia nei soggetti affetti da GAD è difficile da controllare e causa notevoli complicazioni nella vita lavorativa quotidiana e nell'ambito sociale.

La maggior parte di coloro che soffrono di GAD sostengono di essersi sentiti ansiosi per tutta la vita, e il disturbo si manifesta spesso per la prima volta durante l'infanzia o l'adolescenza. Tuttavia l'insorgenza del disturbo in età adulta non è raro.

Gli esperti pensano che il GAD sia probabilmente causato da una combinazione di fattori biologici e di eventi della vita. Molte persone affette da GAD soffrono anche di altri disturbi medici, come depressione e/o attacchi di panico, che sembrano comportare cambiamenti nella chimica cerebrale, in particolare alcune anomalie relative ai livelli del neurotrasmettitore serotonina.

L'ansia è tra i disturbi mentali più curabili. Cure efficaci comprendono la terapia farmacologica con antidepressivi SSRI e la psicoterapia cognitivo-comportamentale, tecniche di rilassamento e "biofeedback" per controllare la tensione muscolare. Altra categoria di farmaci molto utilizzata spesso come “automedicazione” è quella dei farmaci ansiolitici come diazepam, alprazolam e lorazepam.

DISTURBO DA ATTACCHI DI PANICO (DAP)

Le persone affette da disturbo di panico soffrono di inattesi e ripetuti episodi di intenso e profondo terrore per nessuna ragione apparente (attacchi di panico). La loro paura può essere accompagnata da sintomi fisici come dolore al torace, palpitazioni cardiache, sudorazione, vampate di caldo o di freddo, tremori, capogiri, sensazioni di soffocamento o di asfissia e difficoltà respiratorie. Alcune persone si sentono come divorate dalla paura, o credono di essere sul punto di impazzire.

Gli attacchi di panico generalmente avvengono in modo spontaneo, senza apparente causa scatenante. Possono avvenire in qualsiasi momento, anche durante il sonno, e poiché non si possono prevedere, molte persone vivono con la preoccupazione continua che un altro attacco possa sopraffarli in qualsiasi momento.

La maggior parte degli attacchi di panico dura solo pochi minuti, ma occasionalmente possono durare per 10 minuti e, in rari casi, anche per un'ora. Tuttavia per il paziente spesso sembrano durare un'eternità.

I sintomi di questi attacchi assomigliano spesso ai sintomi di un infarto o di altre malattie gravi. Spesso le persone che soffrono di attacchi di panico corrono all'ospedale convinte di avere un infarto o un problema respiratorio, un disturbo neurologico o una malattia gastrointestinale. Possono anche temere di essere sul punto di perdere il controllo, o di diventare psicotici. Di conseguenza accade che chi soffre di attacchi di panico consulti almeno 10 medici diversi, si sottoponga a molti esami clinici inutili, e soffra per anni prima di ottenere una diagnosi corretta. La diagnosi di attacco di panico spesso viene fatta solo dopo che indagini mediche esaurienti e costose abbiano escluso altre diagnosi. Molte persone che soffrono di attacchi di panico sviluppano un'ansia intensa tra un episodio e l'altro. Non è raro per queste persone sviluppare fobie legate a luoghi o circostanze in cui si siano manifestati gli attacchi, come ad esempio nei supermercati o in altre situazioni quotidiane. Con l'aumento della frequenza degli attacchi, il soggetto può iniziare ad evitare situazioni in cui pensa che possa avvenire un altro attacco o in cui non sarebbe facile trovare aiuto. Questo fatto di evitare le situazioni può a volte diventare agorafobia, cioè l'impossibilità di andare oltre le zone sicure e conosciute, a causa di una profonda paura e ansia.

Quando una persona sperimenta ripetuti attacchi di panico e prova una profonda paura di poter averne un altro, la diagnosi può essere di disturbo di panico. Il disturbo di panico tende a peggiorare nel tempo se non viene curato con successo.

  • Circa il 2% degli adulti soffre di disturbo di panico in un anno.
  • Le donne hanno il doppio delle probabilità rispetto agli uomini di sviluppare disturbo di panico.
  • Il disturbo di panico generalmente esordisce nell'età giovane-adulta. Il 50% delle persone con disturbo di panico sviluppa la malattia prima dei 24 anni.

Il disturbo di panico può coesistere con altri disturbi quali, in particolare, la depressione e l'abuso di sostanze. Circa il 30% delle persone con disturbo di panico fa abuso di alcolici e il 17% abuso di droghe, come cocaina e marijuana, nel vano tentativo di ridurre l'angoscia causata dalla malattia. Una diagnosi appropriata e la cura degli altri disturbi, come l'abuso di sostanze o la depressione, sono importanti per curare con successo il disturbo di panico.

Le cause esatte del disturbo di panico sono sconosciute, ma l'ereditarietà e gli eventi stressanti della vita possono essere importanti.

FOBIE

Le persone che soffrono di fobie provano una paura irrazionale, terrore o panico quando si devono confrontare con un oggetto, una situazione o un'attività che li spaventa. Molti hanno un desiderio talmente irrefrenabile di evitare la causa della loro paura, che questo interferisce nel lavoro, nella vita familiare e nelle relazioni sociali. Le fobie si manifestano in varie forme.

  • Le fobie specifiche sono paure infondate di particolari oggetti o situazioni. Il numero di oggetti o situazioni è quasi illimitato.
  • La fobia sociale è la paura di trovarsi in estremo imbarazzo di fronte ad altre persone. La più comune fra le fobie sociali è la paura di parlare di fronte a un pubblico.
  • L'agorafobia è la paura di trovarsi in qualsiasi situazione che possa scatenare un attacco di panico e da cui potrebbe essere difficile scappare. Molte persone che soffrono di agorafobia finiscono per chiudersi in casa, altre evitano gli spazi aperti, le file e la folla.

Fobie specifiche

Le fobie specifiche riguardano oggetti o situazioni specifici come volare, l'altitudine, gli aghi o i serpenti. Le fobie specifiche sono generalmente più comuni nelle donne che negli uomini e tendono a presentarsi per la prima volta durante l'infanzia.

Viene fatta una diagnosi di fobia specifica (o di fobia sociale) se l'esposizione all'oggetto o alla situazione temuti induce ansia (spesso sotto forma di attacchi di panico), se la persona che sta provando tale fobia riconosce la natura irrazionale della propria paura, e se l'ansia causata dalla fobia va ad alterare lo stile di vita della persona.

Quando si parla di fobie ci si riferisce in genere alla fobia dei cani, dei gatti, dei ragni, degli spazi chiusi, degli insetti, di volare, del sangue, delle iniezioni, ecc. Più precisamente, esistono le fobie generalizzate (agorafobia e fobia sociale), fortemente invalidanti, e le comuni fobie specifiche, generalmente ben gestite dai soggetti: 

CLASSIFICAZIONE: 
- Tipo animali. Fobia dei ragni (aracnofobia), fobia degli uccelli o fobia dei piccioni (ornitofobia), fobia degli insetti, fobia dei cani (cinofobia), fobia dei gatti (ailurofobia)ecc… 
- Tipo ambiente naturale. Fobia dei temporali (brontofobia), fobia delle altezze (acrofobia), fobia del buio (scotofobia), fobia dell'acqua (idrofobia), ecc.
- Tipo sangue-iniezioni-ferite. Fobia del sangue (emofobia), fobia degli aghi, fobia delle siringhe, ecc.. In generale, se la paura viene provocata dalla vista di sangue o di una ferita o dal ricevere un'iniezione o altre procedure mediche invasive. 
- Tipo situazionale. Nei casi in cui la paura è provocata da una situazione specifica, come trasporti pubblici, tunnel, ponti, ascensori, volare, guidare, oppure luoghi chiusi. . 
- Altro tipo. Nel caso in cui la paura è scatenata da altri stimoli come: il timore o l'evitamento di situazioni che potrebbero portare a soffocare o contrarre una malattia (vedi anche disturbo ossessivo e ipocondria), ecc. Una forma particolare di fobia riguarda il proprio corpo o una parte di esso, che la persona vede come orrende (dismorfofobia). 

Fobia sociale

La fobia sociale, chiamata anche disturbo da ansia sociale, comporta un'ansia irrefrenabile e un eccessivo imbarazzo nelle situazioni della vita sociale quotidiana. Le persone con fobia sociale hanno il timore persistente, intenso e cronico di essere osservati e giudicati dagli altri, e di essere messi in imbarazzo o umiliati dalle loro stesse azioni. La loro paura può essere così forte da interferire con il lavoro, la scuola o le altre attività ordinarie. Nonostante molte persone con fobia sociale riconoscano che la loro paura di stare in mezzo alla gente possa essere eccessiva e irragionevole, non sono però in grado di superarla. Spesso cominciano a preoccuparsi giorni o settimane prima della situazione temuta.

La fobia sociale può essere limitata ad un unico tipo di situazione, come ad esempio la paura di parlare in situazioni formali o informali, mangiare o bere davanti ad altri, o nella sua forma più grave, può essere così generalizzata che una persona prova i sintomi quasi tutte le volte che si trova insieme ad altre persone. La fobia sociale può essere debilitante al punto di impedire a una persona di andare a lavorare o a scuola in certi giorni. Molte persone che soffrono di questa malattia hanno grandi difficoltà a fare amicizie e a mantenerle.

Sintomi fisici accompagnano spesso l'ansia della fobia sociale e includono rossori, abbondante sudorazione, tremori, e altri sintomi d'ansia come difficoltà a conversare, nausea o altri malesseri allo stomaco. Tali evidenti sintomi aumentano la paura di disapprovazione e i sintomi stessi possono diventare un ulteriore oggetto di paure. La paura dei sintomi può creare un circolo vizioso: più le persone con fobia sociale si preoccupano del manifestarsi dei sintomi, maggiori sono le possibilità di svilupparli. La fobia sociale spesso ha carattere familiare e può essere accompagnata da depressione o abuso di alcol.

La fobia sociale può provocare diminuzione dall'autostima e depressione. Per provare a ridurre l'ansia e alleviare la depressione, le persone tendono ad usare alcolici o droghe, che possono portare a dipendenza. Alcuni possono anche avere altri disturbi d'ansia, come il disturbo di panico e il disturbo ossessivo-compulsivo.

  • Circa il 4% degli adulti soffre di fobia sociale in un anno.
  • Fra le donne l'incidenza della fobia sociale è circa il doppio che fra gli uomini, sebbene una più alta proporzione di uomini chieda aiuto per tale disturbo.
  • Il disturbo inizia generalmente durante l'infanzia o nella prima adolescenza e raramente esordisce dopo i 25 anni.

Le cause della fobia sociale non sono state pienamente comprese. Alcune evidenze suggeriscono che questo tipo di fobia possa essere ereditaria, ma alcuni soggetti possono sviluppare la propria fobia dall'osservazione del comportamento di altri e delle sue conseguenze (un processo chiamato apprendimento osservazionale o modellamento sociale). La fobia sociale a volte si sviluppa da una storia di timidezza infantile.

Agorafobia

Le persone che soffrono di agorafobia hanno paura di trovarsi in luoghi pubblici dai quali pensano che sarebbe difficile scappare. Paradossalmente, alcune persone possono avere paura di stare sole. Alcuni agorafobici smettono di usare i mezzi di trasporto pubblico o di recarsi nei grandi centri commerciali. Altri rifiutano di lasciare la propria casa a volte per anni interi. Alcuni accettano di uscire solo se accompagnati da una persona fidata.

Molte persone con agorafobia soffrono anche di disturbo di panico. La loro preoccupazione principale è quella di avere un attacco di panico in pubblico o in un luogo in cui pensano di non poter avere soccorso immediato. La preoccupazione per attacchi di panico futuri diventa assillante e a ogni nuovo episodio aumenta la paura. Tuttavia, alcuni soggetti agorafobici non hanno mai attacchi di panico, e molti soggetti con disturbo di panico non sviluppano l'agorafobia.

L'agorafobia, una volta diagnosticata, è facilmente curabile. Circa il 90% di coloro che si fanno curare riprendono le normali attività. La guarigione può avvenire nel giro di alcuni mesi, ma può anche richiedere più tempo, a seconda delle circostanze individuali.

DISTURBO POST TRAUMATICO DA STRESS (PTSD)

Il disturbo post-traumatico da stress (PTSD) può rappresentare una malattia estremamente invalidante. Spesso associata ai reduci di guerra, il PTSD può manifestarsi in chiunque abbia sperimentato un evento terrificante per il quale sia avvenuto, o abbia rischiato di accadere, un grave trauma fisico o mentale. Eventi traumatici che possono innescare il PTSD sono aggressioni personali violente, disastri naturali o causati dagli uomini, incidenti o scontri militari.

Anche persone che sono state testimoni di un incidente aereo o che sono sopravvissute ad un crimine in cui si è rischiata la vita hanno sviluppato questa malattia. I militari che hanno combattuto in Vietnam e nella Guerra del Golfo, i superstiti e le squadre di soccorso coinvolti in un dopo-disastro, i superstiti di incidenti, stupri, abusi fisici, sessuali e altri crimini, i rifugiati che fuggono dalla violenza dei loro paesi, e le persone che assistono ad eventi traumatici sono tra quelle a rischio di PTSD. Anche le famiglie delle vittime possono sviluppare il disturbo. Fortunatamente, sono state messe a punto terapie efficaci per aiutare le persone colpite da PTSD.

Gli individui affetti da PTSD rivivono in modo ripetitivo la situazione che li ha traumatizzati, sotto forma di flashback, incubi, ricordi o pensieri spaventosi, specialmente quando sono esposti a situazioni o oggetti che ricordano il trauma. Anche gli anniversari dell'evento possono scatenare i sintomi. Le persone affette da PTSD possono avere anche episodi di distacco emotivo, disturbi del sonno, depressione, ansia, irritabilità o scoppi d'ira. Comuni sono anche profondi sentimenti di colpa. Molte persone affette da PTSD cercano di evitare qualsiasi oggetto o pensiero che possa ricordare l'evento traumatico. La diagnosi di PTSD viene posta quando i sintomi durano più di un mese.

Circa il 4% degli adulti sviluppa PTSD in un anno, ma circa il 30% di uomini e donne che vivono nelle zone di guerra sono affetti PTSD. Un milione di reduci della guerra del Vienam e molti dopo la Guerra del Golfo hanno sviluppato il PTSD.

Il PTSD può manifestarsi a qualsiasi età, compresa l'infanzia. I sintomi iniziano generalmente dopo 3 mesi dall'evento traumatizzante, sebbene occasionalmente succeda che si manifestino dopo qualche anno. La gravità e la durata della malattia variano: alcune persone guariscono entro 6 mesi mentre altre ne soffrono molto più a lungo.

E' frequente che le persone affette da PTSD soffrano anche di depressione, di abuso di alcolici o di altre sostanze e di altri disturbi d'ansia. Le probabilità di successo della terapia aumentano quando anche gli altri disturbi vengono identificati correttamente e curati in modo appropriato.

Sono sintomi comuni: mal di testa, disturbi gastrointestinali, disfunzioni del sistema immunitario, vertigini, dolori al torace e in altre parti del corpo. Spesso i medici curano tali sintomi fisici senza essere consapevoli del fatto che questi sono causati dal PTSD.

Le persone che hanno subito degli abusi da bambini o che hanno avuto precedenti esperienze traumatizzanti hanno più probabilità di sviluppare il PTSD. In passato si credeva che le persone che tendevano ad essere emotivamente distaccate dopo un trauma mostravano una buona reazione, ma adesso alcuni ricercatori sospettano che chi prova questo isolamento emotivo possa essere più a rischio di PTSD.

La cura del PTSD

Le persone affette da PTSD hanno mostrato benefici da vari tipi di terapie, come quella cognitivo-comportamentale (CBT), la terapia di gruppo e terapia di esposizione, in cui il paziente rivive ripetutamente l'esperienza terrorizzante in condizioni controllate per aiutarlo a superare il suo trauma. I farmaci possono aiutare a ridurre i sintomi associati di depressione e di ansia e possono favorire il sonno. Alcuni studi mostrano che, dopo un' evento catastrofico, se le persone lo raccontano subito possono ridurre alcuni sintomi del PTSD.

DISTURBO OSSESSIVO - COMPULSIVO (DOC O OCD)

Epidemiologia 
Fino a non molto tempo fa il disturbo era considerato relativamente raro, con dati che stimavano un'incidenza nella popolazione generale intorno allo 0,05%. Tuttavia, studi epidemiologici recenti indicano che il DOC colpisce dal 2 al 3% della popolazione, con una prevalenza in un anno dell'1,5%-2,1%, rappresentando così il quarto disturbo più comune negli Stati Uniti (Savron, 1998). Questo significa che l'OCD è più diffuso di malattie come la schizofrenia, il disturbo bipolare, o il disturbo di panico. L'OCD colpisce persone di tutti i gruppi etnici, e sia gli uomini che le donne ne sono affetti allo stesso modo.

Una percentuale di prevalenza simile è stimata negli adolescenti e nei bambini. Il riconoscimento che il disturbo è più comune nell'infanzia di quanto si credesse, ha aperto la strada a studi retrospettivi dai quali è emerso che circa l'80% dei pazienti adulti ha sviluppato i primi sintomi prima dei 18 anni (Friedlander et al., 2005). Colpisce in modo pressochè uguale uomini e donne. Nella distribuzione non emerge alcuna differenza razziale.

Familiarità 
L'incidenza del DOC nei familiari inferiore al 10%, una percentuale superiore rispetto alla popolazione generale. Tratti ossessivi di personalità sono stati riscontrati in oltre il 40% dei casi in genitori di soggetti con DOC (Savron, 1998). La concordanza per il disturbo è più alta nei gemelli omozigoti che dizigoti. La frequenza del DOC è più alta nei consanguinei di primo grado affetti da disturbo di Tourette.

Decorso

Il disturbo ossessivo-compulsivo (OCD) è un disturbo d'ansia. Si tratta di una malattia che può durare per tutta la vita. Le persone che soffrono di OCD possono restare intrappolate in una serie di pensieri e comportamenti ripetitivi, che sono senza senso e angoscianti, ma anche estremamente difficili da superare. I sintomi possono variare da lievi a gravi, e se non è curato un OCD grave può distruggere la capacità di "funzionamento" di una persona sul lavoro, a scuola e perfino in casa.

Il disturbo ossessivo-compulsivo consiste in pensieri ansiosi (ossessioni) o rituali (compulsioni) che la persona sente di non riuscire a controllare. Gli individui affetti da disturbo ossessivo-compulsivo spesso sono afflitti da immagini e pensieri persistenti e indesiderati, o dal bisogno impellente di innescare certi rituali. Ad esempio, l'ossessione dei germi e dello sporco, con la conseguenza di lavarsi le mani di continuo. Oppure controllare le cose ripetutamente o essere assillati da pensieri di violenza e paura. Il contare in modo ossessivo viene spesso osservato in persone affette da OCD.

I sintomi dell'OCD generalmente iniziano durante l'adolescenza o nella prima età adulta, ma alcuni bambini sviluppano la malattia nei primi anni di vita, anche in età prescolare. Almeno un terzo degli adulti affetti da OCD ha sviluppato la malattia durante l'infanzia. L'OCD tende a durare per anni, anche per decenni. I sintomi possono diventare meno gravi per certi periodi e ci possono essere lunghi intervalli in cui i sintomi sono lievi, ma per la maggior parte dei pazienti i sintomi sono cronici.

I SINTOMI DELL'OCD

Ossessioni

Le ossessioni sono idee o impulsi indesiderati, che affiorano di continuo alla mente delle persone affette da OCD. Queste temono spesso che possa succedere qualcosa di brutto a se stessi o alle persone care, hanno timori infondati di venire contaminati o un bisogno eccessivo di fare le cose in modo corretto e preciso. La persona sperimenta un pensiero disturbante più e più volte come ad esempio "Le mie mani possono essere contaminate: le devo lavare" o "Posso aver lasciato il gas aperto" oppure "Sto per fare del male al mio bambino." Questi pensieri angoscianti insinuano altri pensieri nei pazienti e causano ansia. A volte le ossessioni sono di natura violenta o sessuale, o riguardano una malattia.

Compulsioni

In risposta alle loro ossessioni la maggior parte delle persone affette da OCD ricorre a comportamenti ripetitivi chiamati compulsioni. Fra queste le più comuni sono lavarsi e controllare. Altri comportamenti compulsivi sono contare (spesso durante lo svolgersi di un'altra azione compulsiva come lavarsi le mani), ripetere, accumulare e mettere in ordine oggetti in continuazione, cercando di tenerli perfettamente allineati con gli altri. Sono diffusi anche sintomi come ripetere frasi e fare elenchi mentalmente. Tali comportamenti hanno lo scopo di allontanare il pericolo da se stessi o da altri. Alcune persone hanno rituali rigorosamente organizzati; altre hanno rituali complessi e sempre diversi. L'esecuzione di tali rituali comporta un sollievo dall'ansia solo temporaneo, ma se non si eseguono l'ansia aumenta.

Presa di coscienza (Insight)

Le persone con OCD possono accorgersi che le loro ossessioni e compulsioni sono irreali e senza senso (cioè mostrano di avere coscienza della malattia), specialmente quando i loro pensieri ossessivi sono sotto controllo. Altre volte possono non essere certi delle loro paure o perfino credere che i loro pensieri siano ragionevoli

Resistenza

La maggior parte delle persone affette da OCD si sforza di allontanare i pensieri ossessivi indesiderati e di evitare di eseguire i comportamenti compulsivi. Molti sono capaci di mantenere sotto controllo i propri sintomi ossessivo-compulsivi quando si trovano al lavoro o a scuola, ma nel corso dei mesi o degli anni la loro resistenza può venire meno. Quando ciò accade, i sintomi possono diventare così gravi che i soggetti passano tutto il loro tempo ad eseguire i rituali, rendendo impossibile continuare le attività fuori di casa.

Vergogna e segretezza

Coloro che soffrono di OCD tentano di nascondere il loro disturbo invece di cercare aiuto, e spesso riescono a nascondere bene i sintomi ossessivo-compulsivi agli amici e ai colleghi. Sfortunatamente ciò significa che le persone affette da OCD generalmente non ricevono l'aiuto di uno psichiatra se non molti anni dopo il manifestarsi della loro malattia. Fino ad allora, i malati possono aver imparato a modellare le proprie vite, e quelle dei propri parenti e amici, attorno ai loro rituali.

Le persone che soffrono di OCD non devono essere confuse con quelle che possono essere chiamate 'compulsive' perché mantengono un alto standard di prestazione, sono perfezioniste e molto organizzate nel lavoro e nelle attività ricreative. Questo tipo di compulsività spesso è vantaggiosa, contribuendo all'autostima della persona e al suo successo nel lavoro. Per questo aspetto essa è diversa dalle ossessioni autodistruttive e dai rituali della persona affetta da OCD.

La cura con i farmaci

I farmaci che agiscono sulle azioni del neurotrasmettitore serotonina (5-HT) nel cervello possono ridurre in maniera significativa i sintomi dell'OCD. Di molti farmaci è stata comprovata l'efficacia (clomipramina, fluoxetina, fluvoxamina, sertralina e paroxetina). Più di tre quarti dei pazienti traggono almeno un minimo giovamento da tali farmaci; essi migliorano i sintomi dell'OCD in più della metà dei pazienti, riducendo la frequenza e la gravità delle ossessioni e delle compulsioni. Ci vogliono almeno tre settimane per notare il miglioramento. Se la risposta del paziente a uno di questi farmaci non è soddisfacente o si manifestano effetti collaterali inaccettabili, se ne può provare un altro per cercare di ottenere risultati migliori. I farmaci aiutano a tenere sotto controllo i sintomi, ma spesso se il paziente interrompe l'assunzione, può avvenire una ricaduta con conseguente rimanifestarsi dei sintomi. Anche dopo che i sintomi sono diminuiti molte persone devono contin uare ad assumere i farmaci per un periodo indeterminato, anche se a un dosaggio minore.

Terapia comportamentale

La psicoterapia tradizionale, mirata ad aiutare il paziente a sviluppare una presa di coscienza (insight) dei suoi problemi, generalmente non è di grande aiuto per l'OCD. Tuttavia una terapia comportamentale specifica chiamata "esposizione e prevenzione della risposta" risulta efficace per molte persone. In tale approccio il paziente si confronta deliberatamente e volontariamente con l'idea o l'oggetto temuto, in realtà o attraverso l'immaginazione. Allo stesso tempo egli viene fortemente incoraggiato a non ripetere i suoi rituali, attraverso il sostegno e gli strumenti del terapeuta, e possibilmente di altre persone che il paziente coinvolge per assistenza. Ad esempio, un paziente che si lava le mani in maniera compulsiva può essere incoraggiato a toccare un oggetto che crede contaminato, e poi incitato a evitare di lavarsi per diverse ore, fino a che l'ansia sviluppata non diminuisce. La terapia, quindi, procede per fasi, regolate della capacità del paziente di tollerare l'ansia e controllare i rituali. Mentre la terapia procede, la maggior parte dei pazienti prova una graduale diminuzione dell'ansia causata dai pensieri ossessivi, ed è in grado di resistere agli stimoli compulsivi.

Gli studi con la terapia comportamentale per l'OCD hanno provato che si tratta di una buona cura per la maggior parte dei pazienti che la portano a termine. E' importante per il paziente essere veramente motivato e assumere un atteggiamento positivo e determinato. Gli effetti positivi della terapia comportamentale persistono anche dopo che la cura è terminata.

Anche la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) può risultare efficace per l'OCD. Questa forma di terapia comportamentale si basa sul cambiamento delle idee e del modo di pensare del paziente.

Farmaci utilizzati per i disturbi d'ansia

Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI)

Anche questi farmaci sono stati usati in un primo tempo per la cura della depressione, ma sono diventati poi utilizzabili per i disturbi d'ansia. Gli SSRI possono essere considerati farmaci di prima scelta per il disturbo di panico, e vengono usati anche per OCD, fobia sociale e GAD. Rispetto ai triciclici, essi causano effetti collaterali minori e più lievi (sebbene gli effetti collaterali possano causare problemi ad alcuni pazienti) e richiedono solo una somministrazione al giorno. Queste caratteristiche hanno fatto sì che gli SSRI siano tra i farmaci più utilizzati al mondo. L'effetto collaterale più comune è la nausea, che tende ad attenuarsi nel tempo. Tuttavia, c'è un certo rischio di insorgenza di problemi sessuali durante l'uso degli SSRI, problema che può essere stato sottovalutato per la mancanza di testimonianze da parte dei pazienti, a causa dall'imbarazzo.

Beta-bloccanti

I beta-bloccanti sono usati soprattutto per alcuni dei sintomi fisici causati dell'ansia, come palpitazioni, sudorazione e tremori, e per controllare l'ansia in situazioni pubbliche. Vengono spesso prescritti a persone affette da fobia sociale. I beta-bloccanti riducono la pressione sanguigna e rallentano il battito cardiaco.

Benzodiazepine

La maggior parte delle benzodiazepine è efficace contro il disturbo d'ansia generalizzato (GAD). Alcuni di questi farmaci vengono usati anche per curare il disturbo di panico e la fobia sociale. Le benzodiazepine sono farmaci ad azione relativamente rapida. Il loro effetto collaterale principale è la sonnolenza, ma possono provocare dipendenza. Nelle persone che fanno uso di benzodiazepine può avvenire una ripresa dei sintomi d'ansia quando viene interrotta la somministrazione del farmaco, e possono manifestarsi ulteriori sintomi direttamente correlati alla sospensione del farmaco. Questi problemi possono essere ridotti se il paziente e il medico discutono in precedenza dei problemi che possono insorgere e di come affrontarli.

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Dott. Marcello FLORITA

 

Psicologo Clinico e Psicoterapeuta

H SanRaffaele - Turro di Milano

 

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I MIEI CONSULTI SU:
 

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Consulenza Psicologica:

 

Dott. MARIANO INDELICATO

 

Terapia Sistemico Relazionale - Mediazione Familiare -
Disturbi Alimentari - Terapia di coppia - Disfunzioni sessuali


www.dottindelicato.it

 

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TERAPIA di COPPIA

 

Presso il Centro Siciliano Terapia di Coppia:

 

Una equipe specializzata in terapia sistemico relazionale aiuta i coniugi in difficoltà attraverso un percorso terapeutico che si articola in circa 10 sedute.

 

 

a cura del Dott. Mariano Indelicato

 

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